Dal 21 maggio 2011 la Galleria Fotografica I Bevitori di Stelle presenta due mini/mostre: DIMORE PRECARIE di Greta Rosso & CORPI DI SEDIA di Silvia Lagostina.

INGRESSO LIBERO




L'origine del nudo

(origlio e trascrivo / la morbosità ricrea / mi chiedono cortesemente di parlare della mia poetica / guardare dal buco di una serratura / ma non è poetica, è morbosità / piantiamola per favore di chiamarmi poeta / poi questa mattina c’è un corpo atterrito che ride / che scrive un’antologia improvvisata / impoetica / concreta / irrimediabile, e risponde)

il mio corpo fabbricato nel novecento dopo un finire infinito di perquisizioni, fabbriche
locandina_small1234.jpg (22706 byte) abbandonate come certi testi esemplari, roghi senza rimedio e senza fumo né cenere poi, bocche scorrevoli gratis, le mani delle attrici e solo quelle sulla mensola del bagno, le singole parti di una caffettiera alle 7 del mattino, poeticamente l’amore è quella cosa inventata da una sedia al centro di una stanza nuda, le mie dita in assenza di memoria sedute per terra in attesa di una terra dove sedersi, la parola disamore sembrandoci quel riso di un tramonto che si mette tra le colline quando fa’ beltempo, le principali scene di sesso senza corpi, troppi sostantivi divenuti aggettivi, la parola-cinematografica lavandino, un tardo pomeriggio d’ottobre e guidare piano, l’autoritratto dei miei vestiti ai piedi del letto, carni con quell’aria da bambina, i miei figli che ridono nell’altra stanza che ride ogni volta che i miei figli scompaiono, sedie nude, mattine di fine giornata, seni in cima ai capelli, l’armadietto dei farmaci nel chiarore malato della sera,locandina_small12.JPG (24446 byte) mia madre che sbiadisce nel retrovisore attraversata dalle luci bagnate dei semafori sull’asfalto in una sera di pioggia, grandi magazzini con infinite maniacali manine protese su coppie perfette d’amanti, entrare nel sesso della mia donna con una gamba poi l’altra e facendo leva sui gomiti spingere dentro il mio corpo da capo a piedi e sparire davvero, il rumore impossibile della prima sigaretta al mattino, scena muta è il significato di come quando fuori piove, baci senza cessare di propagare caviglie sotto il tavolino di un bar, frasi d’amore sulle bocche di bambini conclusi, l’infanzia di una casa disabitata, le bocche vuote delle panchine in riva al lago, il peso insopportabile di una pagina che giro leggendo, un distributore di benzina alle 3 di notte con quella sua ipocrita aria perbene, le luci al neon lampeggianti in una notte che affondano nei capelli di una donna conclusiva, sessi bagnati come la campagna di mattina prestissimo, il romanticismo di una valigia dimenticata in una camera d’albergo, pontili e lenzuola in un pomeriggio ventoso, cinematografi a lato delle autostrade invece di autogrill se solo esistesse la bellezza, ragazzine vogliose nei refettori di fine estate e delicatamente sfiduciate, i capelli di una donna rimasti nella vasca dopo la sparizione nell’acqua dei corpi (eccetera eccetera, all’infinito).


    (pier maria galli)


i bevitori di stelle
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