(origlio e trascrivo / la morbosità ricrea /
mi chiedono cortesemente di parlare della mia poetica / guardare dal buco di una serratura
/ ma non è poetica, è morbosità / piantiamola per favore di chiamarmi poeta / poi
questa mattina cè un corpo atterrito che ride / che scrive unantologia
improvvisata / impoetica / concreta / irrimediabile, e risponde)
il mio corpo fabbricato nel novecento dopo un finire infinito di perquisizioni, fabbriche
abbandonate come certi
testi esemplari, roghi senza rimedio e senza fumo né cenere poi, bocche scorrevoli
gratis, le mani delle attrici e solo quelle sulla mensola del bagno, le singole parti di
una caffettiera alle 7 del mattino, poeticamente lamore è quella cosa inventata da
una sedia al centro di una stanza nuda, le mie dita in assenza di memoria sedute per terra
in attesa di una terra dove sedersi, la parola disamore sembrandoci quel riso di un
tramonto che si mette tra le colline quando fa beltempo, le principali scene di
sesso senza corpi, troppi sostantivi divenuti aggettivi, la parola-cinematografica
lavandino, un tardo pomeriggio dottobre e guidare piano, lautoritratto dei
miei vestiti ai piedi del letto, carni con quellaria da bambina, i miei figli che
ridono nellaltra stanza che ride ogni volta che i miei figli scompaiono, sedie nude,
mattine di fine giornata, seni in cima ai capelli, larmadietto dei farmaci nel
chiarore malato della sera, mia madre che sbiadisce nel retrovisore attraversata dalle luci bagnate dei
semafori sullasfalto in una sera di pioggia, grandi magazzini con infinite maniacali
manine protese su coppie perfette damanti, entrare nel sesso della mia donna con una
gamba poi laltra e facendo leva sui gomiti spingere dentro il mio corpo da capo a
piedi e sparire davvero, il rumore impossibile della prima sigaretta al mattino, scena
muta è il significato di come quando fuori piove, baci senza cessare di propagare
caviglie sotto il tavolino di un bar, frasi damore sulle bocche di bambini conclusi,
linfanzia di una casa disabitata, le bocche vuote delle panchine in riva al lago, il
peso insopportabile di una pagina che giro leggendo, un distributore di benzina alle 3 di
notte con quella sua ipocrita aria perbene, le luci al neon lampeggianti in una notte che
affondano nei capelli di una donna conclusiva, sessi bagnati come la campagna di mattina
prestissimo, il romanticismo di una valigia dimenticata in una camera dalbergo,
pontili e lenzuola in un pomeriggio ventoso, cinematografi a lato delle autostrade invece
di autogrill se solo esistesse la bellezza, ragazzine vogliose nei refettori di fine
estate e delicatamente sfiduciate, i capelli di una donna rimasti nella vasca dopo la
sparizione nellacqua dei corpi (eccetera eccetera, allinfinito).
(pier maria galli)
i bevitori di stelle
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